#SanitàDiTutti: il nostro contributo

Il 7 novembre si è tenuta, presso lo Spazio Reale di San Donnino (FI), SanitàDiTutti, una giornata di confronto sulla riforma del Sistema Sanitario Regionale, organizzata dall’assessore al Diritto alla Salute, Stefania Saccardi. Quello che segue è il nostro contributo alla discussione.

A fine Ottobre, l’Assessore al Diritto alla Salute della Regione Toscana, Stefania Saccardi, ha lanciato l’iniziativa SanitàDiTutti, una giornata di confronto e di proposte che si è tenuta il 7 novembre, presso lo Spazio Reale di San Donnino (FI), sul tema della riforma del Sistema Sanitario Regionale. La giornata di confronto ha rappresentato un’opportunità di ascolto, da parte della Regione, per gli operatori del settore, gli amministratori e i cittadini. Una fase cruciale per una riforma che va profondamente a incidere il tessuto organizzativo del Sistema Sanitario Regionale.

La riforma va nel senso di una maggiore razionalità ed efficienza dei servizi erogati dal SSR. Ciò non può che essere accolto favorevolmente, dato che permetterà un’utilizzazione più efficace delle risorse economiche, e al contempo garantirà strutture più moderne ed efficienti.

Tuttavia, bisogna garantire che le misure che perseguono l’efficienza non vadano a toccare gli standard qualitativi e territoriali che sono la caratteristica peculiare della Sanità toscana. Il tema presenta un alto tasso di tecnicismo, ma proposte concrete possono essere fatte per migliorare la percezione e i servizi offerti dalla Sanità toscana. In particolare, alcune necessità territoriali sono avvertite dai cittadini che vivono in zone montane o ad alta dispersione territoriale, soprattutto se si tratta di persone a basso reddito, o con scarsa possibilità di mobilità.

Per queste ragioni, i miglioramenti che si potrebbero apportare in quelle zone ad alta dispersione territoriale e montane sono:

1. Un approfondimento del sistema del volontariato nel Sistema di Emergenza-Urgenza. Le opzioni sono:

a) la creazione di nuove professionalità che permettano ai volontari di eseguire più azioni durante le situazioni di urgenza tramite corsi di formazione specialistici che amplino i già buoni risultati ottenuti tramite il BLS. Bisognerebbe quindi dare le necessarie coperture legali per permettere ai medici e agli infermieri volontari di effettuare le azioni necessarie utilizzando le proprie competenze e conoscenze.

b) l’implementazione dei servizi di trasporto per raggiungere le zone ospedaliere in situazioni ordinarie, poiché la riorganizzazione dei servizi sanitari a livello di area vasta crea il bisogno essenziale di un ripensamento della rete dei trasporti. Questo bisogno può essere soddisfatto solo parzialmente tramite l’azione della rete del volontariato, e necessita, infatti, di un’integrazione con un collegamento che permetta ai cittadini senza possibilità di spostamento autonomo un accesso rapido alle nuove strutture.

2. Un adeguamento qualitativo dei Presidi Ambulatoriali che devono diventare dei punti di riferimento sanitari per i cittadini per situazioni emergenziali minori e ordinarie e che possano servire come punto di stabilizzazione dei pazienti in situazioni emergenziali prima del ricovero ospedaliero; inoltre questi devono essere accessibili agevolmente in ogni situazione e aggiornati alle più recenti norme sulla sicurezza;

3. Una capilarizzazione ancora più efficace di quelle prestazioni basilari, come la presenza di un medico di guardia o i punti prelievo, tramite un servizio, anche cadenzato, che vada incontro alle esigenze dei pazienti di zone svantaggiate, lasciando, inoltre, più autonomia amministrativa alle Case della Salute di queste zone.

4. Chiediamo che la razionalizzazione non si trasformi in tagli lineari. È inaccettabile che nella provincia di Massa Carrara avvenga un taglio delle ore e delle risorse per le 106 lavoratrici degli ospedali: questo potrebbe compromettere la qualità del servizio pulizie e andare a colpire il reddito di oltre cento famiglie. I servizi quali pulizie e sanificazioni hanno un ruolo fondamentale in un ospedale e, per questo, dobbiamo garantire ai cittadini un’adeguata pulizia e igiene, salvaguardando i posti di lavoro.

5. L’istituzione di strumenti che espongano con chiarezza gli effetti della riforma e che informino i cittadini sulle nuove strutture e sulle ricollocazioni di quelle vecchie, dando tempistiche certe sulle trasformazioni che sono avvenute e avverranno.

6. Lo sblocco dei fondi per il riadeguamento delle strutture sanitarie, fondamentali per le realtà periferiche al fine di migliorare il servizio alla cittadinanza.

I GIOVANI DEMOCRATICI MASSA CARRARA

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