Quinta assemblea generale GD Massa Carrara: incontro col presidente della Provincia, Narciso Buffoni, sull’edilizia scolastica.

Questo è il report sull’edilizia scolastica che consegneremo questa sera al presidente della Provincia, Narciso Buffoni, nel corso della quinta assemblea generale dei GD Massa Carrara (@ via Groppini, 7, Carrara. H20.50).

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Qua di seguito potete leggere l’introduzione al documento, che spiega la ratio dietro la scelta di affrontare questo importante tema.

A seguito dell’articolato lavoro che abbiamo svolto per analizzare il rapporto del MIUR, “La Buona Scuola”, in cui venivano esplicati i cardini della futura riforma scolastica, noi Giovani Democratici di Massa Carrara abbiamo avvertito la necessità di mettere sul tavolo una questione che riteniamo di importanza vitale: l’edilizia scolastica.

Tale tematica, infatti, ha, per una lunga serie di ragioni, un ruolo centrale all’interno del necessario dibattito che vogliamo aprire sul mondo dell’istruzione.

In primis, una struttura scolastica “malsana” è sinonimo di pericolo sia per gli studenti sia per il corpo docenti sia per tutti coloro che lavorano al suo interno e, stanti le stringenti norme in materia di salute e sicurezza vigenti per tutti i lavoratori, questo ci sembra un qualcosa di estremamente ingiusto.

In secondo luogo, una scuola con aule che cadono a pezzi e con laboratori che vengono dismessi o che sono inutilizzabili è una scuola che riduce fortemente la propria offerta didattico-formativa. Come non dare rilievo al fatto che in un istituto tecnico o professionale (per esempio), nei quali l’attività laboratoriale è fondamentale per la crescita dello studente, la mancanza di strutture idonee sia un fattore profondamente negativo?

In terza istanza, una scuola in cui viene a mancare un’aula magna è una scuola in cui si nega, implicitamente, uno dei diritti fondamentali dei ragazzi: la rappresentanza studentesca.

È vero che, a prima vista, questo può apparire come un problema secondario ma è altrettanto vero che non disporre di spazi di aggregazione per gli studenti toglie la possibilità di vivere a pieno la stagione della rappresentanza, la quale dovrebbe, al contrario, essere sostenuta e rafforzata, poiché rappresenta un momento importantissimo per la crescita sociale e per lo sviluppo della coscienza critica del ragazzo/a.

Infine, una scuola che fatica a mettere in sicurezza e ad apportare la necessaria manutenzione al proprio edificio è, spesso, anche una scuola in cui alcune norme non vengono rispettate, una su tutte quella concernente le barriere architettoniche.

Come non parlare del fatto che una scuola incapace di dare massima mobilità a un portatore/ una portatrice di handicap è una scuola che non riesce a garantire opportunità uguali per tutti?

Nonostante tutto ciò, l’edilizia scolastica, nel corso degli ultimi anni, ha subito continui tagli e l’apice di queste manovre “distruttive” è stato toccato durante gli anni del Ministro Gelmini che ha deciso di eliminare definitivamente il Fondo Nazionale per l’Edilizia Scolastica, causando uno spostamento graduale (ma non troppo) degli stanziamenti che erano finalizzati alla manutenzione “ordinaria” alla manutenzione c.d. “straordinaria”, dato che i nostri datati edifici scolastici hanno riscontrato un numero sempre più alto di problematiche strutturali.

Oggi, il quadro a livello nazionale, ben delineato grazie a un’indagine del CENSIS uscita a metà 2014, fa davvero paura, tant’è che il piano “Sblocca Italia” è apparso come una piccola goccia di fronte a un vero e proprio oceano di problemi:

“… Degli oltre 41.000 edifici scolastici statali, il Censis stima che in 24.000 gli impianti (elettrici, idraulici, termici) non funzionano, sono insufficienti o non sono a norma. Sono 9.000 le strutture con gli intonaci a pezzi. In 7.200 edifici occorrerebbe rifare tetti e coperture. Sono 3.600le sedi che necessitano di interventi sulle strutture portanti (tra queste mura 580.000 ragazzi trascorrono ogni giorno parecchie ore) e 2.000 le scuole che espongono i loro 342.000 alunni e studenti al rischio amianto. Edifici malandati e vetusti: più del 15% è stato costruito prima del 1945, altrettanti datano tra il ’45 e il ’60, il 44% risale all’epoca 1961-1980, e solo un quarto degli stabili è stato costruito dopo il 1980.
… Secondo i 2.600 dirigenti scolastici consultati nell’ambito di una indagine del Censis, per il 36% degli edifici è prioritario avviare lavori di manutenzione straordinaria. Ma nella maggioranza dei casi (il 57%) l’esigenza è dare continuità agli interventi di manutenzione ordinaria. Nonostante il patrimonio immobiliare scolastico sia vetusto, e benché si tratti generalmente di strutture che corrispondono a modelli oggi non più funzionali, anche quando sono state progettate dal principio come scuole e non ricavate da caserme o conventi, solo nel 7% dei casi si ritiene fondamentale la costruzione di un edificio più adeguato o il trasferimento della scuola in un’altra sede.
… Di lavori se ne fanno pochi, e quando si fanno sono fatti male. Secondo le valutazioni dei dirigenti scolastici, che hanno considerato la qualità degli interventi realizzati in più di 10.000 edifici scolastici pubblici negli ultimi tre anni, sono più di un quarto le strutture in cui sono stati effettuati lavori ritenuti scadenti o inadeguati. Si tratta del 20,5% delle scuole in cui gli interventi hanno riguardato l’abbattimento delle barriere architettoniche, del 22,5% degli edifici in cui sono stati realizzati lavori di manutenzione ordinaria, del 32,8% delle opere di manutenzione straordinaria, del 33,7% delle strutture in cui sono state realizzate reti o introdotti servizi per la didattica digitale.
… Per garantire la tempestività della manutenzione ordinaria e accelerare la realizzazione dei piccoli interventi necessari è stata prospettata recentemente la possibilità di dotare le scuole di un budget specifico. La maggioranza dei dirigenti scolastici interpellati dal Censis (il 54%) si dichiara favorevole, anche se il 45% condiziona tale eventualità alla semplificazione delle procedure per l’affidamento dei lavori”.

Alla luce di tutto questo, noi GD abbiamo ritenuto fondamentale stilare un quadro della difficile situazione dell’edilizia scolastica a livello provinciale.

Il nostro obiettivo è quello di confrontarci con il nuovo ente di secondo livello e capire come si interverrà sul tema, nella speranza di poter essere diretti interlocutori dell’amministrazione provinciale al fine di poter comprendere quelle che sono le risorse a disposizione e poter coadiuvare la Provincia nella pianificazione degli interventi.

Per fare questo, riteniamo fondamentale comprendere quale sia la situazione in cui versiamo a seguito del commissariamento e quali sono le reali possibilità di intervento per quanto concerne il bilancio del prossimo anno.

Il nostro Presidente, Narciso Buffoni, ha già evidenziato la possibilità di razionalizzare gli spazi e, stante questo ragionamento, ci auguriamo di poter collaborare con lui per fare sì che tale rivisitazione delle strutture sia fatta con criteri che tengano conto delle necessità didattiche dei vari istituti.

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